Il mantra della compassione

Lui è stato davvero maleducato.

Quel tizio ti ha tagliato la strada.

Lei è distaccata, fredda, di poche parole.

Quello è sempre in giro a chiedere aiuto.

Lei mente. Lui è avido di denaro.

Lei è fortemente in sovrappeso.

Nessuno ha risposto alla tua telefonata.

Se ne sono andati senza salutare.

Ecco alcuni esempi di situazioni che generano facili critiche e giudizi anche apparentemente giustificabili e sensati.

Ma…non puoi mai sapere il PERCHE' che si nasconde dietro un comportamento che non è come vorresti.

C'è un rimedio per i giudizi affilati che spesso accompagnano il nostro disappunto verso gli altri e consiste in una semplice sorprendente frase: NON SI SA MAI.

Usala prima di saltare alle conclusioni che qualcuno è un deficiente o ha bisogno di cambiare atteggiamento o ancora che potrebbe fare molto meglio di ciò che fa.

Usa il mantra della compassione: non si sa mai.

Ho ascoltato un numero abbastanza ampio di persone tale da poter affermare che dietro ogni comportamento c'è una storia.

Quante volte noi stessi abbiamo tenuto dentro il nostro dolore nascondendolo alla vista degli altri e pensando:" Se solo sapessero…"

Ma non si può mai sapere…

 

Non puoi mai sapere se:

– a qualcuno è appena stata fatta una brutta diagnosi e sta pensando a tutto ciò che potrà perdere

– il suo compagno/a gli ha appena detto "è finita"

– si sveglia ogni mattina pensando di non farcela e che chiunque altro al mondo è meglio di lui

 

Non puoi mai sapere se:

– lei è nel bel mezzo di una separazione e sta per andare in tribunale

– prima di essere il tuo taxista o cameriere lui aveva una laurea nel suo paese d'origine

– il suo spirito da bambino è stato spezzato da cose indicibili

– lei è spaventata, sempre

– lui resiste a denti stretti, sempre

– è fragile per mancanza d'amore

 

Non puoi mai sapere se:

– è bloccato dal pensiero di come fare ad arrivare a fine mese

– lui sta prendendo farmaci pesanti che lo destabilizzano

– lei non sta dormendo di notte da mesi e mesi

– loro hanno avuto una perdita gravissima che ha lasciato una ferita aperta per il resto della loro vita

– oggi è una giornata particolarmente dura e sta facendo comunque del suo meglio 

 

Questo non vuol dire giustificare qualsiasi comportamento, qualsiasi gesto negativo, qualsiasi persona scorretta.

Non significa subire le angherie di chi ci sta di fronte e sottomettersi al malo modo di chi troviamo sul nostro cammino.

Se qualcuno ti fa del male è assolutamente sano e doveroso proteggerti e se necessario, farlo notare.

Non si tratta quindi di buonismo, ma molto spesso tendiamo a criticare a oltranza, a non accettare niente che non sia gradevole per noi, tendiamo a sputare sentenze che hanno come unico effetto quello di renderci il cuore spigoloso, la mente chiusa, l'anima bloccata tra le mura dei nostri giudizi.

Tutto questo serve proprio a poco.

Dunque sospendere il giudizio non vuol dire diventare vittima o subire passivamente, ma è una pratica di fede in qualcosa di più vero, di più grande della contingenza di quel momento.

Abbi compassione per chiunque incontri, anche per chi non vuole compassione.

Compassione significa "soffrire con" ed è molto diverso dall'avere pietà.

Pietà è un atteggiamento mentale che provoca il distacco da chi soffre.

Compassione è capacità di immedesimarsi con l'altro, vuol dire comprendere il suo cuore, vuol dire andare oltre le apparenze, oltre la superficie.

Ciò che sembra presuntuoso, maleducato, cinico è sempre segno di cose che le orecchie non hanno sentito, che gli occhi non hanno visto, che il cuore non ha ricevuto.

Non puoi sapere che lotta si sta svolgendo laggiù dove lo spirito incontra le ossa.

Non si sa mai…ricordalo.

Evitare di trarre conclusioni può essere un monumentale atto d'amore.