La tua voce

Tempo fa, mi venne proposto di tenere degli incontri sulla relazione tra anima e corpo nella medicina manuale.

Era un'esperienza che non avevo mai fatto, così nonostante ci fosse qualche titubanza che si aggirava nella mia testa, sentii la mia voce accettare con entusiasmo.

Come da manuale, ogni genere di ansia e dubbio mi assalirono dopo pochi secondi che avevo preso gli accordi con gli organizzatori.

Cosa diavolo mi era saltato in mente di accettare? Cosa mai avrei potuto insegnare?

E poi, come avrei fatto a conciliare quel nuovo imponente impegno con il mio lavoro coi pazienti?

No no, non era possibile, non sarei stata in grado…aiuto.

Grazie al cielo almeno una cosa l'avevo imparata: il mio istinto, fregandosene di tutte le mie costruzioni mentali, mi aveva spinto a dire di sì.

Quindi la strada giusta era quella.

Lo sapevo, dunque non avevo scuse. Certo avrei potuto tirarmi indietro, ma davvero volevo farlo?

No, qualcosa mi diceva che comunque era bene aver detto sì.

Così arrivò la sera dell'incontro di presentazione, non avevo mai parlato in pubblico e l'idea di trovarmi davanti a qualche decina di persone mi metteva a disagio.

Dopo avere utilizzato tutte le tecniche di mia conoscenza per cercare di calmarmi, respirando a fondo entrai nella sala.

E lì in un secondo tutte le mie respirazioni a scopo rilassante si paralizzarono nel petto: c'erano duecento persone.

No dico, duecento persone…un numero inaudito per me, totalmente inaspettato, e per questo…del tutto spiazzante!!!

Ne ero profondamente onorata, ma la sensazione di panico prevaricava su ogni altro sentimento.

Come un automa, sorridendo a denti stretti mi lasciai accompagnare davanti alla platea.

Iniziò un lungo minuto di silenzio, guardando i volti di chi avevo davanti: non mi usciva un filo di voce.

Io che facevo fatica a parlare a più di due persone per volta…come potevo riuscire a parlare a quei 400 occhi che mi fissavano, alle 400 orecchie che aspettavano di ascoltarmi,ai loro 200 cuori che… ma ecco!, certo, i loro cuori, mi sono detta, parla ai loro cuori, col tuo.

E così feci, mi affidai totalmente al mio cuore, a quello che mi suggeriva l'istinto, senza badare ai fogli di appunti che avevo in mano, senza pensare a cosa potevano pensare di me, senza chiedermi se ci sarebbe stato un esito disastroso.

Tutto andò come doveva andare. 

E come succede quasi sempre dopo che ci si è preoccupati tanto, tutto andò per il meglio.

Ho ancora adesso uno splendido ricordo di quei seminari e dei relativi partecipanti.

La base di partenza era stato l'istinto e il cuore e questi furono gli strumenti di comunicazione sui quali tutti si sintonizzarono automaticamente.

Il risultato fu strepitoso, per me e per loro.

Perchè vi ho raccontato tutto questo costringendovi a leggere così a lungo?(chiedo scusa, forse vi avrò anche annoiato…)

Per darvi un esempio pratico e personalmente sperimentato che quando lasci uscire la tua voce, quando le permetti di esprimersi, di lasciarsi andare, di dire, di farsi sentire…avrai una standing ovation dagli angeli.

La sensazione che ho provato nell'aneddoto che vi ho raccontato si può provare anche davanti a una sola persona, o anche da soli davanti ad una situazione o davanti a se stessi.

Non fa alcuna differenza.

In quel momento puoi realizzare che tu sei ciò che il mondo desidera ardentemente.

Non sto parlando di riscuotere successo, ma di essere la persona giusta al momento giusto al posto giusto…riesci a capire la differenza a cui mi riferisco, vero?

Sei esattamente dove devi essere, in un luogo di armonia.

Anche se intorno a te c'è il caos.

Ma se riesci ad agire da quello spazio, se sei abbastanza coraggioso (leggi "fiducioso") da rischiare, le porte che hai davanti si libereranno dai cardini.

Entra dentro di te. 

Amplifica la tua fede in te stesso.

La tua voce interiore è il tuo angelo custode, è sempre lì con te.

Ma devi permetterle di manifestarsi, devi darle possibilità di esprimersi.

Lei sa come incoraggiarti.

Sii paziente, fai silenzio e ascoltala.

Perchè c'è, anche nelle profondità più buie.

C'è in ognuno di noi, c'è negli spiriti più spinosi e ostili, c'è negli animi più dubbiosi e scettici, c'è in ogni momento, c'è in chi sente di non sentire niente, c'è nei cuori chiusi, c'è nelle lacrime e nella tristezza, c'è nella paura e nella rassegnazione.

La tua voce. 

C'è.

Ed è sempre assolutamente e profondamente vera.