Curare una ferita

Un tradimento può distruggere qualsiasi tipo di relazione, che sia di coppia, di amicizia o di lavoro.  Può farci cambiare completamente la visione del mondo: renderci meno desiderosi di socializzare e restii nell’aprire il cuore ad altre relazioni per paura di altro dolore.

Può renderci titubanti nell’aiutare gli altri nel timore che possano trarne vantaggio a nostro sfavore.

Anche i luoghi dove potremmo incontrare chi ci ha traditi diventano infrequentabili e motivo di allontanamento.

Così ci diciamo che abbiamo bisogno di tempo per guarire.

Ed è vero.

Ma a questo punto dobbiamo fare attenzione a quello che stiamo facendo.

Ritirarsi per curare le ferite è una cosa sana e fisiologica.

Possiamo ritirarci in un bozzolo, un rifugio tranquillo e confortevole dove rigenerarci per uscirne risanati e migliori, per valutare nuovi punti di vista, fare pensieri edificanti e costruttivi. Quando emergiamo ci sentiamo nel pieno dell’energia e possiamo volare più in alto e più lontano di prima.

Oppure possiamo rintanarci in una caverna, un posto tranquillo ma scomodo, dove rimuginiamo e siamo lontani da pensieri positivi e nutrienti e da dove vediamo il mondo freddo e pericoloso.

Come fare a capire se siamo in un bozzolo o in una caverna?

Uscendone.

Quando esci dalla caverna provi un senso di pesantezza nel cuore.

Se invece, magari anche con cautela, senti la luce nel tuo cuore, allora stai uscendo dal bozzolo.

Non dimenticare un’importante equazione: una persona inaffidabile equivale a UNA persona inaffidabile.

E non: una persona inaffidabile equivale a infinite persone inaffidabili.

Nella caverna girano pensieri pervasivi e permanenti generati da un episodio negativo: non posso più fidarmi di nessuno, le persone sono orribili, sono un idiota per essermi fatto fregare, non aiuterò mai più nessuno, terrò il mio cuore al sicuro a prova di tradimento.

Questi pensieri e tanti altri simili, limitano la tua vita e la relegano al buio, all’umido.

Credi di proteggerti, ma ti stai seppellendo sotto uno strato di pesanti macigni che non ti fanno respirare. La tua anima è in prigione.

Nel bozzolo invece puoi prenderti cura davvero di te, puoi far crescere la tua vita. Qui crescono le ali alla farfalla.

Non puoi cambiare il passato.

Dipende però da te la storia che racconti su di esso e quindi modificare gli effetti del tuo passato sul tuo futuro.

Decidi che è giunto il momento di riscrivere la tua storia.

Quello che è successo non deve farti smettere di fidarti.

Ma solo farti smettere di ignorare il tuo istinto.

Non sei un idiota se non ti sei accorto di niente. E’ solo che tu non avresti mai fatto una cosa simile.

Ricordati che il folle prende il coltello e pugnala alle spalle, il saggio prende il coltello, taglia il cordone e si libera dai folli.

E quel cordone è una pesante catena che si spezza solo con il perdono.

Il perdono. La cosa più difficile.

Come fare?

Continua a ricordare che il perdono non giustifica il comportamento di chi ha tradito.

Il perdono ti permette di scegliere di smettere di soffrire.

Come si comportano gli altri è loro responsabilità. Ma come reagisci è la tua.

Evita il ruolo di vittima, con tutto ciò che comporta ( colpa, rabbia, risentimento).

Prova a guarire, a sostenere te stesso, a recuperare energia e andare avanti, per riemergere più forte e saggio di prima.

E se pensi che non potrai più fidarti degli altri, in realtà è che non ti fidi più di te stesso o meglio non ti fidi più della tua capacità di vedere chiaramente le persone.

Non cadere nell’errore di sentenziare che la gente fa schifo.

Non farlo per favore.

Tu impari.

Tutto qui.

E la vita migliora se ti ricordi di imparare.

E’possibile.

E potrai ancora avere fiducia.

Quella fiducia è Amore.

Fallo.

Per Amore.