Essere al servizio

Ogni giorno ricevo da voi molte mail e messaggi dove, oltre a condividere le vostre esperienze con me, raccontandomi delle vostre vite e a chiedendomi suggerimenti e consigli (per quanto possa darne…) ho il grande dono di ricevere tanta gratitudine e amore che si rivelano con parole di riconoscimento per le quali sono io a essere grata e commossa.

Molto spesso leggo o mi sento dire quanto sono d'aiuto.

Tante quante sono le richieste d'aiuto altrettante sono le parole che sinceramente vogliono farmi arrivare la riconoscenza per l'aiuto ricevuto da me.

Tutto questo è estremamente gratificante e ne sono onorata dal profondo del cuore, lo sapete.

Ma…ci ho pensato molto e c'è una cosa che credo sia importante sottolineare e che riguarda sia me che voi.

In questa vita mi sono impegnata a fare quello che posso per alleviare la sofferenza.

Sono qui per essere utile.

Sono qui per portare amore e guarigione.

E sono convinta che molti di voi, ognuno con le sue capacità e modalità, facciano altrettanto. 

Ma molto spesso non possiamo aiutare DAVVERO.

E dico questo non per fare tristi considerazioni (lungi da me!), anzi, lo dico per portare luce e forza.

Mi spiego meglio: io mi sento più libera che mai a dare tutto quello che do e ho avuto modo di dare a mio modo.

Sovente mi viene detto: "Faccio di tutto…ma non serve a niente. Io do tutto il mio amore, ma non funziona. Ci metto tutto me stesso, ma non se ne accorge nemmeno." Quanti cuori sinceramente amareggiati dai mancati risultati del loro esserci completamente, quante anime deluse dal sentirsi fallite nel loro intento amorevole.

Il punto è proprio questo.

Io credo che non importa quanto sudore, o intuizione o impegno io dia rispetto ai potenziali effetti del mio dare.

Per quanto mi riguarda intendo sempre fare del mio meglio ( che è appunto semplicemente il MIO meglio, quindi non assoluto!), ma chi riceve può farne ciò che vuole, ciò che meglio crede, ciò che può o che non può.

Ecco perchè quando mi sento dire che sono d'aiuto preferisco pensare di "essere al servizio"e mi permetto di suggerire questo punto di vista a chi sente che il proprio impegno non sortisce risultato e per questo ne soffre.

Il fatto che qualcuno sia della mia idea oppure sia contrario, che colga il mio suggerimento o che gli giri intorno dipende dalla sua disponibilità o saggezza, non dalla mia.

Non spetta a me giudicare nessuno.

Non spetta a me decretare qualcuno perdente o vincente.

Non posso permettermi di credere di conoscere i profondi meccanismi della sua anima.

Non posso dire se le loro scelte hanno un'origine Karmica, se sono frutto di saggezza o sabotaggio.

Ciò che appare come un errore per me, potrebbe essere la più giusta azione della sua anima che si manifesta.

Ciò che appare come sofferenza può essere una vita di illuminazione.

Ciò che può sembrare un comportamento sbagliato può essere l'unico modo di cui si è capaci per sopravvivere.

Ciò che appare una resa oggi potrebbe essere la più grande vittoria di domani.

Essere al servizio non vuol dire essere uno zerbino, intendiamoci. Spesso il limite tra una cosa e l'altra è mooolto, troppo sottile.

Ma qui deve entrare in gioco la nostra consapevolezza e capacità di essere in equilibrio e centrati.

Nel sentirsi d'aiuto, c'è un'implicita intenzione che in qualche modo si aspetta un risultato.

Nel mettersi al servizio questa aspettativa non c'è più. Si è liberi e per questo ancora più disposti a dare.

Sto molto attenta alle parole che utilizzo perchè ogni parola ha un'energia e un effetto, consapevole o inconsapevole che sia.

E per questo è anche lecito che vi chiediate…al servizio di chi?

Al servizio dell'Universo.

Al servizio del bene e della legge che è alla base di ogni cosa, l'Amore.

Dunque, al servizio di chi c'è e di quello che c'è.

Può sembrare eccessivo, ma se ci pensi bene si tratta semplicemente di una disposizione d'animo. 

Non sto dicendo di annullarsi a ogni richiesta che ci viene fatta.

Mi riferisco invece al sentirsi uno strumento di bene, porsi come un tramite di cose buone senza per questo sentirsi in dovere di salvare il mondo nè di far tornare l'assurda equazione "tanto do, tanto ricevo".

Quando si è al servizio degli altri, è necessario lasciare molto spazio al mistero.

Ricordi il mantra della compassione? Non si sa mai.

Dai senza riserve.

Non supporre nulla.

Non aspettarti niente.

Ecco perchè mi sento di poter dire che posso solo presentarmi a te con un cuore luminoso e sperare di cogliere l'istante con la giusta dose di luce che ti aiuti a vedere quello che già sai.