Il potere spirituale del movimento

Ormai lo sapete bene.

Per natura e per professione, il mio interesse e obiettivo principale è l'armonia di anima e corpo.

Ognuno di noi, con le proprie modalità e possibilità, è un centro di movimento, uno spazio misterioso e divino che si manifesta nella vita con il proprio corpo.

Attraverso ogni nostro movimento la vita si esprime e quel movimento parla di noi, di chi siamo, di come siamo.

E anche se passiamo la maggior parte del tempo sulla superficie, nei dettagli quotidiani dell'esistenza ordinaria, molti di noi sono affamati di conoscenza del proprio spazio interiore, di andare verso il benessere profondo (…bliss!), di essere trascinati in qualcosa di più grande di noi.

Io ho iniziato a lavorare su di me quando ero ragazza (quindi andiamo indietro di parecchi anni…!), sempre utilizzando il corpo, attraverso la danza e lo yoga.

E ho capito, o forse è meglio dire ho sentito nelle fibre del mio corpo, che per andare nella direzione di una crescita interiore era necessario essere disposti a trasformare assolutamente ogni cosa.

Era necessaria quella disposizione d'animo, il che non significa che ci sia sempre tutto da cambiare, ma significa che serve essere pronti a farlo se necessario.

Questo comprende ogni forma d'inerzia: l'inerzia fisica dei muscoli tesi e stanchi, il bagaglio emozionale dei sentimenti negati o repressi, il carico mentale dei dogmi, dei comportamenti e delle credenze.

In altre parole…tutto.

Iniziando poi a esercitare la mia professione, ho iniziato a vedere come corpo e anima fossero strettamente legati e come al tempo stesso ci fosse così poca comunicazione tra le singole parti nel singolo individuo.

Corpo, mente e spirito nella maggioranza delle persone avevano perso la loro naturale capacità di essere in contatto.

Questa connessione è innata e vitale, e quando se ne perde la consapevolezza ci manca qualcosa di fondamentale, anche se spesso non ce ne rendiamo conto.

Tra la testa e i piedi di ogni singola persona ci sono migliaia di chilometri di territori inesplorati.

Ho così scelto di conoscere cosa stava succedendo in quegli spazi incredibili, nei miei e in quelli di chi si affidava a me per trovare la strada verso la guarigione.

E così il movimento è diventato la mia medicina e la mia meditazione…e la mia proposta di lavoro per i miei pazienti, rispettando le loro esigenze e possibilità, guidandoli a compiere i loro passi, non a seguire i miei.

Molti di noi stanno cercando il proprio ritmo, la propria andatura, qualcosa di solido e radicato dove poter trovare rifugio e iniziare a esplorare la fluidità dell'essere vivi, a investigare perchè spesso ci sentiamo bloccati, intorpiditi, distanti, tesi, inerti e incapaci di alzarsi o di stare fermi, o ancora di "rimettere a posto i pezzi".

 

La domanda che ci faceva sempre la mia amata insegnante di danza Gabrielle Roth era: "Avete la disciplina per essere uno spirito libero?".

La rivolgo a me stessa ancora oggi e la propongo anche a voi.

E la risposta sta nel chiederselo amici miei, non nel dire sì o no.

Questo l'ho capito nel tempo.

Perchè è l'impegno, è la pratica costante a essere la chiave d'accesso quotidiana per procedere nel percorso dentro noi stessi.

Possiamo liberarci da tutto quello che ci impegna e ci piega in una forma di coscienza che non ha niente a che fare con chi siamo di momento in momento, di respiro in respiro?

E soprattutto…siamo DAVVERO disposti a farlo?

 

Il movimento, il lavoro corporeo, la danza in molti casi, ma comunque il contatto con ciò che siamo fisicamente è una strada molto diretta verso la verità.

Non una qualche grande verità assoluta che appartiene a tutti, ma quella verità personale e profonda del tipo "cosa succede dentro di me adesso".

Il corpo ci offre l'opportunità di recuperare la nostra brillante abilità a entrare in qualcosa di più grande, qualcosa di sicuro, uno spazio senza critiche, giudizi o analisi. 

In questo senso la danza, intesa come movimento libero ci porta a innamorarci dello spirito in ogni cosa, a trasformare la memoria e le sue emozioni in movimenti che nessun altro può fare perchè solo noi li viviamo.

Il corpo ci permette di trovare il vero genio che sta dietro tutte le costruzioni mentali che ciascuno di noi si fa e di trovare la nostra originalità e il nostro potere di reinventare noi stessi.

Ci consente di lasciare il passato, dimenticare il futuro e per prima cosa essere nel presente.

Trovare il proprio movimento esteriore e interiore significa comprendere chi siamo dentro noi stessi e nel mondo.

Potremmo rimanere sorpresi per esempio,di quanto amiamo un ritmo veloce, magari molto più veloce di quanto pensiamo, oppure un movimento che ci porta in profondità, che abbatte i muri, che smuove il nostro mondo, che manifesta col sudore le nostre preghiere, oppure ancora di quanto stiamo bene nella calma immobile dell'ascolto del respiro.

Pregare è lasciare andare ogni cosa che impedisce il nostro silenzio interiore.

Prova a pensarci.

Non è solo chiedere, implorare, ripetendo meccanicamente parole di richiesta per sperare che succeda quello che vogliamo invocando pietà.

Dio è la vita, la vita è movimento, il movimento è libertà.

E la libertà è il nostro compito sacro.

Libertà è dare voce all'anima, è potersi e sapersi esprimere, è apertura del cuore, è Amore. 

E' cambiare pelle, strappare le maschere, rompere gli schemi, frantumare le frontiere tra corpo, cuore e mente.

E'sentire il dono della vita nelle vene, dissolvendo l'autocontrollo, permettendo alle limitazioni autoimposte, alle paure, alle ossessioni, alle inibizioni di essere rilasciate.

E al loro posto trovare un grande senso di libertà e gioia.

 

Di solito la mente pensa una cosa, il corpo si muove in un'altra direzione e il cuore sta facendo una terza cosa, così c'è un'immensa disconnessione.

Così ci sentiamo frammentati e non interi, instabili e sfiduciati.

Viviamo nella chat room che sta al di sopra del nostro collo, ma abbiamo bisogno di trovare le nostre radici e il nostro centro.

Il modo più veloce di uscire dalla mente è di muovere il corpo.

Non sottovalutare l'immensa risorsa che hai nel tuo corpo, non dimenticare che nella tua carne sta scritto chi sei.

Ogni singola cellula che ti compone porta al suo interno la vibrazione di chi e cosa batte nel tuo cuore, della tua danza unica, intima e personale.

Non dimenticare che tu e soltanto tu puoi danzare la tua danza.

Ricordati che i passi li scegli tu, anzi ti porteranno loro stessi nella tua danza se lascerai fare al tuo corpo.

Ancora oggi, dopo tanti anni dedicati al lavoro corporeo, resto incantata dalla meraviglia di un corpo che, quando prende respiro, dà voce al suo spirito e gli permette di realizzarsi.

Il corpo è la tua casa, il tuo laboratorio, il tuo tempio sacro.

Non dimenticare di che tesoro disponi.

Un motivo più che sufficiente per essere grati ogni santo giorno che abbiamo da vivere.